Associazione

Sammarinese

Giochi Storici

Agosto: La battaglia di Isso, novembre 333 a. C.

Ago 1, 2023

PROVA SUL CAMPO

Prova sul campo rappresenta “la voce” dei soci A.S.G.S. in merito a vecchie e nuove simulazioni che il mercato dei board-wargames offre. Una serie di pagine dove poter trovare piccole recensioni e/o resoconti di partite sui board-wargames che vengono giocati dal gruppo. Siamo sempre alla ricerca anche di collaboratori; se volete inviare articoli su giochi che amate e conoscete, contattate l’Amministratore.

A partire dal gennaio 2018 si pubblicheranno 2 tipi di recensione sul Mensile: PLAYTEST EFFETTIVO e POTENZIALE DINAMICO.

Il PE è una recensione basata su partite giocate; sarà quindi approfondita e potrà avvalersi di valutazioni anche da parte di altri giocatori/collaboratori.

Il PD è una recensione basata sulla “percezione del potenziale dinamico” del gioco. Piazzamento di mappe e pedine, verifica dell’ambientazione e ricostruzione storica, lettura delle regole; in pratica si “legge il gioco” invece che giocarlo. E’ l’approccio tipico del collezionista di board-wargame…

Una “Prova” anomala per questo caldo mese di Agosto 2023, dettata dall’acquisto di un libro su una particolare battaglia. Seguono quindi quelli che ho definito:

APPUNTI ASSOLUTAMENTE PERSONALI – “ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE”

Da Wikipedia:

La battaglia di Isso si svolse nell’Anatolia meridionale, a sud dell’antica città costiera di Isso, situata al confine tra la Cilicia e la Siria. Nel novembre del 333 a.C. le forze di Alessandro Magno, sovrano di Macedonia, affrontarono e sconfissero i persiani di Dario III, aprendo la strada alla conquista macedone della Fenicia.

Continua…..

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Ho acquistato con molto interesse il nuovo libro di Gastone Breccia, “Il demone della battaglia”, che tratta della battaglia di Isso durante la quale il Condottiere macedone sconfisse Dario III. Possiedo diversi altri testi dedicati ad Alessandro, vedi foto sotto, e in diversi di essi il resoconto e lo schema della battaglia (perlomeno come è possibile pensarli….) è riportato con dovizia di particolari.

   

Ho perso, purtroppo, la presentazione del libro da parte dell’autore che si è svolta a Rimini in occasione del recente Festival dell’Antichità (6 Luglio), ma un amico mi ha fatto un breve riassunto evidenziando in particolare una delle prime affermazioni dell’autore: in pratica, per quasi tutte le battaglie dell’antichità, non esistono fonti precise e comunque approfondite di come, dove, quando, con quali tecniche ecc. si svolgessero tali scontri. Tradotto per quanto riguarda i nostri boarwargame significa giocare battaglie fantasy nella maggior parte delle volte! Oppure…………… no??

Perché mi azzardo ad avere dubbi? Perché ho pensato immediatamente al sistema di gioco delle “Great Battles of History” – GMT, ideato tanti anni fà da Marck  Herman con un primo titolo proprio dedicato alle battaglie di Alessandro il Grande, fra le quali anche Isso. Il titolo ha avuto almeno tre ristampe, tutte in collezione….., con l’ultima in versione de luxe. Il sistema di gioco è, a mio parere, il migliore presente oggi sul mercato a livello tattico che possa ricreare battaglie dagli opliti a Cesare ed ha un gran successo fra gli appassionati; la recente pubblicazione dedicata a Cesare è un must. Ora, trattasi di un sistema di gioco, una simulazione che cerca di ricreare al meglio la realtà. Ci sono difetti, ci sono vantaggi, come in ogni boardwargame. Di certo, riesce a dare un’ idea dello scontro sia per battaglie della Roma Repubblicana, sia per leLegioni di Cesare o le falangi macedoni.

Ho piazzato lo scenario di Isso, quindi, e iniziato a leggere il libro di Breccia.

L’autore cita le fonti antiche e i numerosi studi “contemporanei” sul personaggio, le tattiche militari, ecc. Quanto affermato a Rimini, trova traccia a pag. 25 del libro, in un capitolato dal titolo che la dice lunga: “Cose che sappiamo di non sapere“, assolutamente chiaro ed illuminante. La scena della battaglia (come tante altre in epoca antica) viene descritta come un terreno più o meno sconosciuto sul quale si muovono “eserciti di ombre”; una realtà descritta dagli studiosi che corrisponde più ad un riflesso che alla realtà. In pratica lo studioso del mondo antico ha una scena su cui lavorare che spesso è in gran parte buia e vuota! I motivi sono vari: intanto si scriveva poco e quanto è rimasto oggi non è molto,……sia da parte dei vincitori di Isso e tantomeno da parte persiana! L’autore evidenzia quindi le uniche fonti attendibili da cui partire, e parliamo di Isso, per ricostruire il fatto del 333 a. C.

Un inizio poco incoraggiante, devo ammettere!

Il testo poi si sviluppa nella descrizione della vita di Alessandro, dalle gesta del padre Filippo e delle grandi modifiche militari che questi apportò all’esercito macedone, creando lo strumento che poi, nelle mani del figlio, conquistò l’Asia. Le tattiche militari dell’epoca vengono analizzate, specie in merito alla falange e alla cavalleria macedone e qui, una mia prima osservazione: Breccia si getta a capofitto nella descrizione di armi, tattiche ecc. (Capitolo Terzo), quasi in contraddizione con le affermazioni di cui sopra. Fra l’altro tali tattiche e utilizzo di della Falange nella veste di “incudine” mentre la cavalleria era “il martello”, è descritta in molti dei miei testi che possiedo da anni, quindi una conferma.

Vediamo comunque il resto, sempre in parallelo al regolamento del gioco Great Battles of Alexander:

fonti; come dicevo sopra molte di quelle citate sono le stesse che Herman e poi Berg (per i successivi titoli della serie) utilizzò, e parliamo di oltre 20 anni fà.

terreni; Breccia descrive molto in dettaglio quello che si pensa sia stata la zona della battaglia con i relativi terreni, alcuni dei quali, come le ripide sponde del fiume Pinaro verso le colline, sono state di impatto sullo scontro. Il Pianto è oggigiorno inteso come il fiume Payas, e già all’epoca Herman lo evidenziava. Dal mare alle propaggini collinari, circa 2,5 Km. Terreno, dimensioni e probabili effetti sulla coesione delle formazioni sembrano assolutamente rispettate dal gioco; poi, è chiaro, il corso del fiume poteva essere diverso, anche per adattare lo stesso alla linea di esagoni della mappa di gioco; gli esagoni con sponde peggiori possono non essere posizionati esattamente come lo erano nel 333. Ma non lo sapremo mai con esattezza………..

le forze in campo; dal testo di Breccia la dimensione dei due eserciti appare molto simile a quella indicata dalle unità del gioco. Breccia conferma che anche secondo le sue ricerche l’esercito di Dario non poteva essere quello descritto da alcuni “contemporanei” di Alessandro, cioè circa 100.000 soldati; probabilmente 70.000, sempre il doppio circa delle forze di Alessandro (37.000, probabile). In ogni caso la qualità dei macedoni era superiore in quasi tutte le specialità se non per la cavalleria, ma vedremo sotto, per la simulazione dei movimenti.

infine la posizione degli eserciti, cioè i rispettivi schemi dello schieramento sul campo; anche in questo caso quello raffigurato e descritto da Breccia è molto simile a quelli che ritrovo nei miei testi. E, naturalmente, lo schema dello scenario, il set up, corrisponde quasi in tutto; in particolare le Falangi macedoni risultano posizionate proprio come leggo nel libro di Breccia.

Riassumendo, la lettura del libro “Il demone della battaglia”, corrisponde a quanto lo scenario del gioco GMT offre, con qualche adattamento o “interpretazione” di Herman.  Ora, vediamo qualche “mossa” per verificare quanto successe 2356 anni fà………..

Prima di tutto la questione dei reparti persiani collocati sull’estrema destra della linea macedone, in collina, probabilmente “nascosti” fra alberi. Breccia la descrive molto bene e come un tentativo di Dario III, non riuscito, di sorprendere i macedoni; con poche unità Alessandro risolse la faccenda. Anche nello scenario è possibile, anzi doveroso……, fare la stessa cosa e con solo 2 unità il pericolo è eliminato, dato che i valori di TQ (qualità/morale delle truppe) persiane sono assolutamente inferiori agli avversari (prima foto a sinistra e estratto del libro, al centro).

Poi, la teoria di Breccia, secondo la quale unità degli Hypaspisti, nell’ala destra macedone, avrebbero attaccato le falangi Cardaci al di là del fiume per aprire un varco nel quale la cavalleria di Alessandro sarebbe poi penetrata (vedi foto sotto, ultima a destra). Il sistema di gioco e il set up dello scenario permetterebbero una tale manovra, ma la vedo dura……., perché tale manovra impegnerebbe almeno in 2/ 3 turni tali unità e poi ci sarebbero i danni da coesione per il Pianto e le sponde. Un unico tratto, poi, sarebbe idoneo all’attacco, vedi foto, e molto stretto.  Altra situazione che ritengo difficile e che non mai trovato in altri testi, l’avanzata delle cavallerie (eteri) verso tale breccia prima con i cavalli tenuti per le briglie per evitare di avere danni scendendo e risalendo le sponde, per poi eseguire l’attacco a dorso degli animali! Molto strano; in merito al sistema di gioco, impossibile da eseguire. Infatti, lo scenario solitamente vede un attacco delle cavallerie di Alessandro verso le unità più a destra, collocate in una sorta di ansa del fiume, vedi altre immagini e commento sotto.

   

Probabilmente il piano di Alessandro può essere riassunto, in riferimento allo scenario del gioco, come evidenziato nell’immagine sotto:

all’estrema destra, poche unità controllano le sparute truppe sulle colline;

la cavalleria di destra, al comando di Alessandro, esegue una veloce carica verso le unità persiane nell’ansa, in pratica l’estrema sinistra della linea persiana;

al centro, le falangi macedoni avanzano verso il Pinaro, con l’obiettivo sia di “bloccare” le falangi nemiche, sia di ricacciarle ben oltre il fiume;

all’estrema sinistra, varie cavallerie macedoni, rinforzate tempestivamente da almeno 2/3 reparti della Tessaglia inizialmente sotto comando di Alessandro, cercano, insieme alla falange di Cratero, di reggere l’urto delle superiori cavallerie persiane.  E’ qui che Alessandro poteva perdere la battaglia; se lo sforzo persiano avesse avuto successo qui, la manovra di aggiramento sarebbe riuscita anche per Dario ed è imprevedibile quello che sarebbe successo.

L’immagine  pag, 159 del libro di Breccia riporta quella che viene definito “il momento decisivo” della battaglia. Ho cercato di riprodurre tale situazione, vedi immagine a destra. Immagine che conferma quanto appena detto sopra. L’attacco di Alessandro ebbe successo e gli consentì di attraversare il Pianto, attaccando poi dal fianco i reparti dei Cardaci con conseguente rotta degli stessi. Al centro vari reparti delle falangi macedoni ebbero successo e i Cardaci, anche qui, iniziarono a vacillare. A sinistra, le cavallerie e Cratero resistettero il tempo necessario per permettere la manovra del loro comandante. Comandante che, preso “dal demone della battaglia”, una volta avvistato Dario III sul suo carro, cercò di avvicinarsi per ucciderlo; momento immortalato nel celebre mosaico “La Battaglia di Isso” (o il Mosaico di Alessandro)  romano del 100 a.C. circa (582 × 313 cm) conservato presso il Museo archeologico nazionale di Napoli.

    

Conclusioni

Il libro di Gastone Breccia è ottimo; un bel compagno di viaggio per affrontare il periodo antico e la battaglia di Isso in particolare.

SE, il sistema “Great Battles of History” può essere considerato sufficientemente realistico, SE la scala di gioco è adatta, SE le dimensioni delle unità e dei rispettivi schieramenti si avvicinano alla realtà, SE le tecniche di combattimento sono simulate sufficientemente bene, SE gli autori del gioco hanno studiato e distillato sufficientemente le fonti a loro disposizione,……. possiamo affermare che una simulazione come questa può aiutare a capire meglio un episodio storico, anche se lontano da noi oltre 2000 anni?

Per quanto mi riguarda si. Per quanto mi riguarda strumenti ludici come questo o altri similari (anche wargame classici), possono essere di aiuto e forse anche per un o storico di professione come “archeologia sperimentale”. Valutazione tutta personale, chiaro; però io continuo a divertirmi a giocare con tali strumenti, soprattutto quando posso avere di fianco alla mappa un ottimo libro come questo. Poi c’è la partita, l’avversario, i tiri di dado fortunati o meno…………….., ma è la simulazione storica, il board-wargame!

Gian Carlo C., San Marino, Luglio 2023.

 

N.B. tutte le foto si allargano, cliccando sopra

 

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LIBRO DEL MESE

Copertina Il demone della battaglia

GASTONE BRECCIA

Il demone della battaglia

Alessandro a Isso

«Alessandro si rese conto che quella era un’occasione mandata dagli dèi per distruggere la potenza persiana in un singolo scontro»
Diodoro Siculo

Novembre 333 a.C., Alessandro affronta a Isso la grande armata di Dario III. A contrapporsi sono il coraggio e l’ambizione del giovane re di Macedonia, alla testa dell’esercito forgiato dal padre Filippo, e la potenza di un impero. Dopo ore di lotta furiosa, coperto di sangue e di polvere, Alessandro smonta da cavallo ed entra nella tenda di Dario, abbandonata dal sovrano nemico in fuga. Il Macedone non soltanto ha inferto un colpo mortale alla Persia: ha combattuto con slancio irresistibile alla testa dei suoi uomini, dando forma a un mito che durerà nei secoli. La sera della battaglia il suo modo travolgente di conquistare la vittoria è già leggenda. Gastone Breccia ci restituisce uno dei personaggi che più hanno segnato la storia dell’Occidente nel suo giorno perfetto, quando riuscì a vivere in armonia con il «demone della battaglia» che sembrava possederlo e lo rendeva invincibile.

Gastone Breccia insegna Storia bizantina e Storia militare antica nell’Università di Pavia. Con il Mulino ha pubblicato: «Le guerre afgane» (2014), «1915: l’Italia va in trincea» (2015), «Guerra all’Isis. Diario dal fronte curdo» (2016), «Corea, la guerra dimenticata» (2019), «Missione fallita. La sconfitta dell’Occidente in Afghanistan» (2020), «Le guerre di Libia. Un secolo di conquiste e rivoluzioni» (con S. Marcuzzi, 2021) e «L’arte della guerriglia» (20222)

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